La  Piazza dei racconti

 

 

 

A piccoli passi s’avvicina l’autunno

e passeggiando nella Piazza del mio quartiere

calpesto foglie gialle e crepitanti.

Le osservavo mentre si adagiavano lente sul selciato

e dentro di me nasce un’idea…

questa Piazza mormora

perché mentre cammino mi sembra di sentire echi di risate,

racconti di anziani che non conoscono tempo

e le parole sussurrate al vento dagli innamorati

seduti abbracciati sulle panchine di cemento.

Le foglie che cadono hanno ascoltato tutte queste storie

e hanno vissuto l’estate dal sole cocente,

hanno assaporato gli scrosci di pioggia che dissetavano le aiuole.

Ora è bello sentire il soffio del vento che mi scompiglia i capelli

perché somiglia a una rassicurante carezza.

Vorrei chiamarla Piazza dei Racconti

Perché qui si intrecciano storie, si fondono amicizie e ci si innamora.

Piazza dei Racconti… amica fedele della mia solitaria estate,

grazie per il tuo mormorio leggero,

per le storie che ora mi racconti come fossero fiabe,

per gli incontri e i sorrisi che ogni giorno sono stati la mia sola compagnia.

Pluto, il mio cagnolino mi guarda e s’accorge che sono trasognata,

scodinzola per ricevere una carezza e mi riporta alla realtà…

…Andiamo a casa piccolino, torneremo questa sera

perché in questa Piazza vivono in sintonia Inverno autunno estate e primavera.

Da mattina a sera percepiremo ancora un’armonia leggera.

 

 

 

©Daniela Costantini

 

Le panchine di cemento della Piazza dei Racconti



Ci sono le panchine di cemento nella Piazza dei Racconti. Tra solitudini e abitudini per tante persone sembra diventata un salotto dove ci si incontra, si parla, si fa amicizia. Nascono simpatie e ci si sente leggeri camminando tra tanta gente. Con il trascorrere del tempo i volti diventano volti familiari, amici.
Parlando si intrecciano le parole ed anche i sogni e ci sente rilassati; ci si saluta da lontano anche con un semplice gesto di mano ed a volte si prende un caffè o si fuma una sigaretta insieme. I sorrisi affiorano ed i problemi che inevitabilmente tutti hanno, si dimenticano almeno per un po’.
Molti di noi hanno il cane da portare a spasso ed è bello vedere come anche loro familiarizzano in quella bella atmosfera di amicizia e simpatia.
Anche chi è estraneo si sente subito a proprio agio senza accorgersene. A volte i guinzagli si intrecciano e allora il cerchio si allarga, ci si presenta e le persone da salutare diventano sempre di più.
Al tramonto la scena si ripete, specialmente per chi porta il cane a passeggio e si parla ancora. E’ simpatico parlare così con leggerezza, magari di qualche ricetta di cucina o di qualche rimedio per fare lavori in casa risparmiando tempo o dei figli e nipotini. Pensieri leggeri e rilassanti.
Soltanto una manciata di anni fa la mia vita era piena di impegni tra il lavoro che amavo, figlie e casa; ora tutto è cambiato e mi piace assaporare questa nuova dimensione di vita. Ho sostituito tutto con le cose che amo fare e che sognavo da sempre ed ho talmente da fare che a volte riesco a stancarmi.
Arriva il momento dei saluti e la Piazza dei Racconti si vuota velocemente, ma su quelle panchine di cemento restano brandelli di parole e frammenti di sogni.
Quando tutto tace, quando scende la notte a volte resto seduta per un po’ per osservare le luci traballanti dei lampioni e le prime stelle che pulsano nel cielo scuro. In molte di queste occasioni mi è sembrato che la piazza continui la sua vita conservando l’impressione della vivacità di cui è stata spettatrice durante il giorno.
E’ un’atmosfera di incanto perché in un’area metropolitana è tanto difficile trovare un angolo dove poter pensare o ricordare qualcosa del proprio passato, di come era la vita tanti anni prima. Si confonde il passato con il presente e a volte ho ricacciato qualche lacrima che si affacciava prepotente ai miei occhi.
Il mio cagnolino mi riporta a volte bruscamente alla realtà tirando il guinzaglio ed io interrompo i miei sogni ed i miei pensieri. Mi alzo lentamente, l’aria è diventata fredda senza che io me ne accorgessi e un po’ a malincuore mi avvio con il mio Pluto verso casa. Le luci dei palazzi ormai sono tutte accese come se mille occhi mi stessero guardando.
Nei miei pensieri c’è sempre un saluto silenzioso e pieno d’affetto per questa piazza, simbolo ormai della mia quotidianità. La mia solitudine senza il suo aiuto sarebbe veramente grande…

 

 

 

 

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