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Pluto

 

 

Il 3 settembre 2014 all’ora di pranzo mio genero mi portò un ospite attesissimo. Il suono del citofono mi annunciava il suo arrivo ed io presi l’ascensore in tutta fretta. Quando aprii le porte, Pietro mi pose fra le braccia un esserino peloso con due grandi occhioni scuri che mi scrutavano… era un meraviglioso cagnolino scodinzolante e tenerissimo. Ricordo che lo presi tra le braccia provando un’intensa emozione e non so come, non so perché, fu amore a prima vista.

Non avevo mai avuto un cane ed ero del tutto impreparata. Micia, la mia indimenticabile gatta mi aveva fatto compagnia per oltre quindici anni e dopo la sua scomparsa  arrivò Poffy, un morbido gattone bianco, il solo e incontestato re di casa. Un vero pacioccone affettuoso.

Ricordo che provai un po’ di timore quando poggiai il cagnolino sul pavimento; avevo paura che il gatto gli saltasse addosso, ma lo annusò e se ne andò tranquillo a dormire. Un esserino di 2 chili e seicento grammi che osservandolo mi fece provare un senso di impotenza. Come avrei fatto a prendermi cura di lui, ne sarei stata capace? Gli porsi la ciotolina dell’acqua e poi un po’ di pappa e così, con dolcezza, iniziò il nostro viaggio insieme. Una sorpresa tenera mi attendeva di lì a poco. Mi trovai accanto il cucciolo mentre mi preparavo per mettermi a letto per il riposino pomeridiano. Lo presi subito in braccio e lo misi accanto a me. Lui si accoccolò e sprofondò nel sonno. Ero emozionata perché mi aveva scelto tra tutti e così mi resi conto che avevamo appena sugellato un patto che ci avrebbe legato per sempre. Un patto di puro e incondizionato amore.

Decidemmo di chiamarlo Pluto, forse perché ci ricordava la simpatia del cane un po’ imprevedibile di  Topolino. Non sospettavo neanche lontanamente che la mia vita sarebbe cambiata in modo così totale perché un cucciolo richiede un grande impegno e una dedizione totale. Tra veterinario, vaccinazioni, pappa coccole e vizietti, il mio attaccamento verso Pluto, aumentava di giorno in giorno.

Pluto. Pluto ora è diventato il primo buongiorno del mattino quando arriva in cucina per ricevere la prima carezza della giornata strofinandomi addosso il suo nasino umido.

Dopo tutte le vaccinazioni e il microchip, Pluto era pronto per la sua prima passeggiata. Attendevo questo momento, ma ahimé… si rivelò un’esperienza scioccante! Abbaiava continuamente, era frenetico e tornai a casa sconsolata e con i nervi a pezzi. Ora che ha compiuto dieci mesi, con una pazienza davvero eccezionale sto riuscendo ad insegnargli ad essere più educato anche se in pratica è lui che sta educando me, insegnandomi ciò che ama e ciò che non sopporta e mi invita quindi ad avere un atteggiamento consono al suo carattere. La nostra convivenza è perfetta perché Pluto sa entrare in sintonia con le mie emozioni. Mi protegge e a volte sembra sorvegliarmi osservando ogni mio gesto.

Non nascondo che ero molto scettica su cosa potesse significare avere un cane, sottovalutando forse il significato della parola “legame”. In otto mesi ho imparato la lezione più bella del mondo, ho ricominciato a sorridere e a divertirmi quando ne combina qualcuna delle sue. Ha praticamente divorato le scarpe e le pantofole di tutta la famiglia, non so quanti cavetti di cellulari , giocattoli, cuscini e oggetti di plastica. Pluto è l’equivalente di un tornado e anche in questo mi ha cambiato… Io la signora perfettina sempretuttoinordine… non esiste più. Sono anche diventata famosa per tutto il quartiere perché sono l’unica che sfreccia per la strada trascinata dal suo cucciolo. Pluto pesa soltanto nove chili, ma ha la forza di un Tir senza freni ed ha uno stomaco di cui non riesco a conoscere la profondità. Mangerebbe sempre e quindi devo stare attenta onde evitare che diventi una mongolfiera.

Quando Pluto arrivò a casa ero avvolta dalla pigrizia, evitavo di camminare se non era proprio necessario, ora mi preparo in tutta fretta perché non vedo l’ora di uscire con lui.

Non mi vergogno nel dire che il mio cane non ha una cuccia tutta sua, lui dorme con me. Rispettosamente si accoccola sui miei piedi oppure si sposta e si accomoda accanto a me. Dorme anche tutto avvinghiato a Poffy il gattone, e quando li vedo così sento una grande gioia.

Un grande legame il nostro, un grande amore, un amicizia per la vita, un compagno con cui condividere l’esistenza. Pluto… l’essere che mi rende più dolce la vita. Non finirò mai di ringraziare Nicola, il mio supernipotino che da tanto tempo desiderava avere un cagnolino. Nicola a soli nove anni e mezzo è un piccolo uomo saggio ed ho fatto bene a fidarmi di lui. Pluto ha cambiato l’essenza della nostra esistenza e non potevo certo immaginare quanto poteva essere importante il suo amore verso i miei nipotini. Con la piccola Valentina a volte non si comporta bene perché se lei gli fa qualche dispettuccio, Pluto le toglie il cibo dalle mani. Cosa fare in questi casi? Sgridarlo? Si… ma poco… perché poi lui ti guarda con i suoi occhioni meravigliosi che sembrano di cristallo e tutto torna a sorriderci.

 

P.S. E mentre stavo scrivendo questo racconto Pluto ha polverizzato il suo collare nuovo… Ecco ora lo conoscete tutti…

 

 

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LA STORIA MERAVIGLIOSA

 



Pluto è il mio cucciolo, il mio cagnolino che attualmente ha 21 mesi. Non avevo mai avuto un cane perché i miei genitori non ne volevano proprio sapere. Arrivò un momento nella mia vita in cui però il pensiero di possedere un cucciolo mi dava una sensazione di tenerezza infinita.
Ricordo che era il mese di agosto del 2014 e passeggiavo con mia figlia Elisa nei pressi della Clinica Veterinaria del nostro quartiere. Volevo entrare per forza anche se mia figlia mi ripeteva che era impossibile trovare un cucciolo da adottare come lo volevo io, ma non sentii ragioni ed entrai. La ragazza della reception stava affiggendo una fotocopia appena fatta sulla bacheca di sughero. Non potevo credere ai miei occhi! Una cucciolata di quattro cagnolini da adottare! Uno catturò il mio sguardo, forse il più impertinente, il più simpatico, quello con lo sguardo più vivace… si quello lì, quel batuffolotto aveva tutte le caratteristiche per diventare il mio amico del cuore.
Mia figlia mi guardava scettica perché non mi aveva mai visto forse così decisa; scrissi il numero di telefono della Signora che aveva messo i cuccioli in adozione. Un amore a prima vista, uno sguardo che restò dentro i miei occhi per tutto il resto della serata. Ero combattuta… che ne sapevo io di come si alleva un cagnolino? Nulla…
La mattina successiva accompagnai mio padre dal diabetologo, ma ero molto nervosa perché pensavo a quel cagnolino, desideravo adottarlo e mio padre mi inveiva contro. Protestai perché alla mia età potevo ben decidere qualcosa! Tornata a casa trovai mio nipote Nicola sul mio letto. Piangeva silenziosamente e gli chiesi cosa stesse accadendo. Lui disse soltanto: “voglio il cagnolino…” . Bastarono quelle tre parole per farmi passare da figlia sottomessa a donna decisa.
Afferrai il cellulare e chiamai mio genero Pietro per pregarlo di andare a prendere il cucciolo. Telefonai alla Signora Laura per dirle che avevo deciso… quel cagnolino doveva entrare a far parte della nostra famiglia.
Era l’ora di pranzo e al citofono mio genero mi disse: “Siamo qui, puoi scendere?” Presi l’ascensore e aprendo le porte trovai le braccia di Pietro che mi porgevano l’esserino più dolce, più tenero, più desiderato. Lo presi in braccio come se ricevessi il tesoro più grande del mondo. Lo strinsi forte a me. Il miracolo era compiuto, il mio desiderio era realtà.
Quanti problemi da affrontare per una come me che aveva avuto soltanto gatti!
Da quel 3 settembre 2014 Pluto è diventato il mio amico più grande e per merito suo durante le passeggiate durante le quali mi trascina come un fuscello, ho conosciuto tanti altri proprietari di cani e le mie passeggiate solitarie sono diventate popolate di saluti e piacevoli chiacchierate. Leo, Zeus, Mirò, Pluto, Filippo, Olga, Briciola, Roger, Sally… potrei nominarne tanti altri, ma la bellezza sta nel fatto che tra un bau e un altro mi hanno permesso di non essere più una sconosciuta tra tanta gente.
Con Zeus, un dolcissimo barboncino nero, è nata una vera amicizia, probabilmente perché è l’unico che sopporta il carattere di Pluto eternamente esuberante. Paola, la sua padrona è una mia vecchia conoscenza perché più di trent’anni fa le nostre figlie Valeria e Valentina frequentavano le lezioni di danza classica insieme. Che bello ritrovarsi!
Devo ancora una volta a Pluto questa mia apertura verso gli altri. Il mio mondo era stato molto diverso fino a quattordici anni fa quando tutto cambiò perché mio marito si ammalò e poi morì. Fui costretta a lasciare il mio lavoro che adoravo a causa della grande depressione e dell’immenso smarrimento da cui venni travolta ed il mio mondo si chiuse all’improvviso. Niente più colleghi, gli “amici” scomparvero come per una magia malvagia ed io, vinta dalle circostanze iniziai a chiudermi sempre più in me stessa.
Gli eventi successivi con la nascita dei nipotini mi fecero tornare il sorriso, ma il vuoto dentro me a volte esplodeva. Si ammalò anche mia madre e per tre anni, fino alla sua morte, ripiombai nell’angoscia più profonda. La sua scomparsa causò la mia chiusura totale al mondo. Caddi in una specie di oblio, dimenticai tutto di me. Ero diventata un automa senza più quella spinta vitale che mi aveva sempre contraddistinta.
Forse per questo diventò tanto importante Pluto… Avere una piccola vita da amare e vezzeggiare, occuparmi delle sue esigenze, iniziò a scuotermi da quel letargo per il quale era una fatica anche uscire da casa. Se può chiamarsi combinazione non saprei, ma la data di nascita di Pluto è il 14 luglio come quella di mia madre. Trovai in questo un motivo in più per amarlo.
Non mi sono resa conto che il mio attaccamento verso Pluto aumentava giorno dopo giorno. Paola, la padrona-mamma di Zeus mi ha insegnato e continua a insegnarmi tante cose sul modo di allevare il mio Pluto perché lei ha sempre avuto cuccioli e la cosa più importante che è avvenuta è che Paola mi ha rieducato alla comunicazione con il prossimo che avevo praticamente perso del tutto. Le mie uscite con Pluto sono diventate così l’occasione per incontrarla, parlare e scambiare pensieri, a volte lieti e a giorni magari tristi… l’importante è che finalmente riesco ad esprimermi non soltanto scrivendo le mie poesie ed i miei racconti. Ho riscoperto dopo tanti anni il gusto e la contentezza di coltivare un’amicizia.
Cosa dire quindi?
Grazie Pluto, grazie per l’anima bella che hai e che traspare dai tuoi occhi di cristallo, per la tua amorevole presenza accanto a me; grazie per le notti in cui mi dormi pacificamente accanto e per quella zampetta che si appoggia al mio piede. Sei una presenza rassicurante, una presenza di cui non posso più fare a meno.
E grazie ancora Pluto… grazie perché anche l’amicizia con Paola è merito tuo e del piccolo Zeus.
Grazie perché non mi sento più come un’isola disabitata, ma come un’oasi che si è popolata di sorrisi e buonumore.
Hai riacceso la gioia di affrontare ogni nuovo giorno ed io sorrido al sole, ascolto il garrito delle rondini e riesco a commuovermi di nuovo davanti a un arcobaleno.
 

 

 

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