Sotto la tua protezione troviamo rifugio,
santa Madre di Dio:
non disprezzare le suppliche
di noi che siamo nella prova,
e liberaci da ogni pericolo,
o vergine gloriosa e benedetta

 

 “O Vergine, si fa tardi,

tutto si addormenta sulla terra,

è l’ora del riposo: non abbandonarmi!

Metti la tua mano sui miei occhi

come una buona madre.

Chiudili dolcemente alle cose di quaggiù.

L’anima mia è stanca di affanni e di tristezze,

la fatica che mi attende è qui a e vicina.

Metti la tua mano sulla mia fronte,

arresta il mio pensiero.

Dolce sarà il mio riposo,

se benedetto da te.

Perché domani il tuo povero figlio

si desti più forte

e riprenda allegramente

il peso del nuovo giorno.

Metti la tua mano sul mio cuore.

Lui solo vegli sempre e

ridica al suo Dio

un amore eterno”

 

P. Claude Wittock

 

 

"Madonnina"

Autore Roberto Ferruzzi (1853-1934)

 

Roberto Ferruzzi nacque a Sebenico, in Dalmazia, nel 1853 da genitori italiani. Condotto a 4 anni a Venezia, allora capitale della Cultura, per intraprendervi gli studi, alla morte improvvisa del padre, un noto avvocato, ritornò di nuovo in Dalmazia. Qui visse fino all'età di 14 anni, dedicandosi agli studi classici e apprendendo i primi rudimenti della pittura come autodidatta. Destinato, secondo la tradizione di famiglia, alla professione forense, ritornò di nuovo a Venezia per completare gli studi e frequentare la Facoltà di Giurisprudenza a Padova.  Nel 1879, dopo un ulteriore soggiorno in Dalmazia, maturò definitivamente la vocazione per l'arte e si stabilì a Luvigliano. La sua casa divenne meta di famosi artisti dell'epoca, come il musicista e amico Cesare Pollini.  Alternando musica e pittura diede alla luce le sue opere migliori tra cui “Madonnina". Dopo la prematura scomparsa  della amatissima moglie Ester Sorgato, condusse una vita piuttosto riservata. Morì il 16 febbraio 1934 ed è sepolto con la moglie e la figlia Mariska nel piccolo cimitero di Luvigliano.

“Madonnina” è il dipinto di fama mondiale a cui è legato il nome di Roberto Ferruzzi. Con esso l'autore vinse nel 1897 la seconda Biennale di Venezia, alla quale aveva partecipato con l'intento di rappresentare la Maternità. Grazie alla straordinaria dolcezza espressiva, il dipinto ebbe un enorme successo popolare tanto che il nome originale  di “Maternità”, viene cambiato, a furor di popolo, in “Madonnina”. Fu subito acquistato per trentamila lire, una cifra astronomica per quei tempi. Più volte rivenduto, viene acquistato dai Fratelli Alinari, proprietari della nota casa Fotografica. Prima di rivenderlo, si riservano il diritto di riproduzione di ogni tipo. La fama dell'opera supera quella dell'autore. L'immagine della giovinetta undicenne col fratellino diventa  il volto della Madonna con Bambino, riprodotta e diffusa in tutto il mondo, sotto diversi nomi: “Madonnina”, Madonna del Riposo, delle Vie, della Tenerezza, Madonnella, Zingarella. 
Dell'originale si perdono le tracce: quasi un giallo la sua fine. Acquistato da una americano, sembra sia perito con l'affondamento della nave che lo trasportava in America. Alcuni  sostengono a causa di una tempesta, altri per siluramento dei tedeschi.

Modella ispiratrice del quadro di  Madonnina  fu una giovinetta di Luvigliano, Angelina Cian, seconda di 15 figli, che teneva in braccio il fratellino Giovanni, di pochi mesi. Ferruzzi, colpito da tanta tenera visione,  immortalò su tela la bellezza di tale immagine, con l'intento di rappresentare la Maternità. All'epoca del ritratto Angelina Cian aveva solo 11 anni e, come era costume di allora, nelle famiglie numerose, le bambine più grandicelle dovevano trasformarsi in mamme a tempo pieno ed occuparsi dei fratellini più piccoli. Un bambino tra le braccia di una bambina: forse fu proprio questo aspetto che ispirò il Ferruzzi, il quale attraverso la sua arte cercò di sublimare la fatica quotidiana di questa giovane ragazza. Ma il destino riservava alla protagonista ben altre sorprese.

Angelina Cian, trasferitasi in seguito da Luvigliano a Venezia, sposò un certo Antonio Bovo e seguì il marito in America intorno al 1906, stabilendosi ad Oakland in California. La coppia ebbe 10 figli, ma nel 1929 la famiglia fu colpita da un grave lutto, la scomparsa prematura di Antonio Bovo, che allora aveva solo 42 anni. Furono tempi angoscianti per la povera vedova che non riuscì ad affrontare le grosse difficoltà e cedette alla disperazione tanto che fu internata in un manicomio nel quale rimase fino alla sua morte avvenuta nel 1972. Angelina moriva senza che nessuno sapesse mai della sua storia. Lei non aveva mai rivelato a nessuno di essere stata la modella ispiratrice del quadro più conosciuto del mondo. Quel segreto della sua vita viene scoperto solo nel 1984 da sua figlia Mary, divenuta suora col nome di Suor Angela Maria Bovo.

La piccola Mary, divenuta in seguito Suor Angela Maria Bovo, era la settima dei 10 figli di Angelina Cian e Antonio Bovo. In seguito alla morte del padre e al crollo psichico della madre, con altri fratelli andò a finire in un Istituto per orfani. Allora aveva appena 8 anni e non fu in grado di mantenere rapporti con i parenti lontani in Italia, così, a poco a poco, non ebbe più notizie degli zii veneziani. Sentì pian piano la vocazione religiosa, e divenne suora con il nome di Suor Angela Maria, in omaggio a sua madre e a suor Angela, sua guida  spirituale. Fu proprio Suor Angela che la invogliò a recarsi in Italia alla ricerca dei suoi lontani parenti. A Venezia ritrovò due vecchie zie ottantenni, sorelle di Angelina Cian, sua madre. Fu una delle zie, che volle mostrarle il ritratto di sua madre da giovane. Era l'immagine della Madonnina di Ferruzzi. La zia le spiegò che il volto della Madonna più conosciuta  in tutto il mondo, altro non era che il volto della sua vera mamma.

 

 

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