illibrodilegno



 

 

 

 

 

Nel vecchio scantinato di una biblioteca abbandonata tra polvere, sporcizia e ragnatele, riposava da anni su un tavolo di legno scuro  ammaccato e con una sola zampa rotta, un vecchio libro di legno. Era un po’ ammaccato anche lui, ma niente di irrimediabile se qualcuno ogni tanto si fosse avvicinato per ripararlo. Gli altri libri lo prendevano in giro perché le sue pagine non erano fatte di carta come le loro e nemmeno scritte. “Non so come fa un libro a non avere quello che abbiamo noi!” Esclamò con aria sarcastica il libro di Storia. Ma il libro di legno sapeva bene in cuor suo che non era vero… anche lui aveva le pagine e anche se erano di legno erano tutte ben rilegate a confronto a loro che avevano sempre qualche difetto sia di orecchie che di scarabocchi, per non parlare poi della loro rilegatura fatta male e con pagine che con la minima raffica di vento prendevano il volo come gli uccelli in cielo. Al libro di legno non importava nulla di quelle provocazioni  e non rispondeva. Era nato così ed evidentemente c’era un valido motivo, ma solo lui lo sapeva.

Gli anni passarono e vide che gli altri libri invecchiavano mentre lui restava giovane.  “ Mi fa male il dorso si lamentò il libro di Anatomia, sono stanco e malridotto perché prima di essere stato spedito qui passavo da un tavolo ad un altro, da una stanza ad un'altra! Però che bei tempi quelli, almeno ero utile a qualcosa”. Insomma tutti si lamentavano nello scantinato  e fino alla fine della giornata ci fu un chiasso tremendo tra i libri. “…zitti tutti obbiettò il libro di Filosofia…  noi ci lamentiamo e lui non si lamenta mai, possibile che sia nato così stupido e insulso?”

Ad un certo punto a notte fonda, passata la mezzanotte, nella vecchia biblioteca entrò un bambino che era solo al mondo e non aveva nessun posto né per riposarsi  né per ripararsi dal freddo pungente. Camminava per la strada gelida e quando  vide la porta della biblioteca aperta entrò. Capì subito che era abbandonata, ma per trascorrere la notte era la cosa migliore perché almeno dentro era caldo. Entrò e si ritrovò all’interno dello scantinato e vide enormi scaffali di libri di tutte le epoche . Restò meravigliato e incantato di fronte a quello spettacolo e tirò giù dal braccio il suo fagottino giallo estraendo una piccola lanterna perché la luce dei lampioni non bastava per vedere i titoli che i libri riportavano sul dorso. Mentre guardava, leggeva e sfogliava appoggiato ad un angolo di muro il suo sguardo si posò su un tavolo, rimise in ordine i libri e si avvicinò.

Non appena lo aprì esclamò:  “Bello! Un libro di legno chissà cosa contiene e a cosa servirà!”  “ A niente, non serve a niente, gridarono in coro i libri invidiosi sugli scaffali, ma il bimbo non sentiva nulla di quello che dicevano perché sapeva bene che i libri non parlano come i bambini. Quando lo aprì cominciò ad accarezzare con delicatezza quelle pagine lisce come olio e profumate come la vaniglia e il libro come per incanto tirò fuori parole, immagini e miniature d’oro. Con impeto sentì in cuor suo il bisogno di abbracciarlo e lo fece senza pensarci due volte come se fosse la più bella sorpresa mai ricevuta. Dopo quell’abbraccio accadde  qualcosa di straordinario;  i suoi vestiti logori avevano fatto posto ad un bel completo verde e  rosso e i suoi capelli color rosso rame erano tutti ben messi con la frangetta che spuntava fuori da un meraviglioso cappello con un ramoscello di agrifoglio al lato dell’orecchio. Ai  suoi piedini scalzi ora c’erano dei bellissimi stivaletti marroni rivestiti di morbida pelliccia.

Non credeva ai suoi occhi e tanta fu la sorpresa quando si vide avvolto da  una luce abbagliante come il sole in mezzo alla quale comparve un uomo alto con le gote rosse, gli occhi azzurri e la barba bianca. Indossava un vestito rosso e bianco ed enormi scarponi neri ai piedi. Il bimbo lo riconobbe e gridò… “Babbo Natale!!!” “Si…  rispose, sono proprio io e sono venuto a prenderti per portarti via con me; d’ora in poi sarai un folletto e mi aiuterai nella mia bottega.” Così dicendo presero il libro e corsero via sulla slitta trainata da splendidi esemplari di renna verso il cielo infinito pieno di stelle scintillanti. Una  volta giunti nella casa di Babbo Natale, trovò tanti altri folletti che lo salutarono con affetto e tanti sorrisi. Il libro di legno venne posto con molta cautela su un leggio d’oro, un posto d’onore, il suo posto… Quel libro  conteneva le cose più importanti che esistono:  la bontà, l’amore e il segreto per avere una vita migliore.

Racconto donato da mia figlia  ©Valeria Zaccaria

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