Il cioccolatino

 

 

 

Il pomeriggio della Vigilia di Natale pioveva a dirotto e gli abitanti del paese si affrettavano ad acquistare gli ultimi regali.

Nella libreria che ospitava anche un piccolo bar, c’erano tanti bambini con le loro mamme che approfittavano della calda accoglienza di quel luogo per scambiare due chiacchiere mentre i loro bimbi gustavano delle ottime tazze di cioccolata calda con  biscottini alla crema .

Nessuno notò che era entrata anche una bimba da sola. Soltanto quando arrivò l’ora di chiusura i proprietari del locale si accorsero della sua presenza. Cercarono di chiederle dove fosse la sua mamma o il suo papà, ma la bimba restava nel suo ostinato silenzio mangiando i cioccolatini che teneva dentro un sacchetto di carta bianca.

Decisero di chiamare la polizia perché dovevano chiudere il negozio e non sapevano più cosa fare. Nessuno aveva mai visto quella bimba, eppure il paese era piccolo… spiegarono al poliziotto appena arrivato. Tante volte però la gente arrivava anche dai paesi vicini perché il loro locale era molto conosciuto per l’accoglienza che offriva. Restava il fatto che nessuno riusciva a capire chi fosse o a farle dire il suo nome. Non aveva nulla con sé, neanche una cartella o uno zaino, nulla a parte un cappottino rosso un po’ consunto e quel sacchetto di cioccolatini che stringeva tra le mani.

Il poliziotto le chiese se poteva offrirgliene uno e la bimba glielo diede subito senza aggiungere neanche una parola; l’uomo, un po’ diffidente l’annusò: il profumo era talmente buono che se lo mangiò in un attimo. Mentre assaporava quel meraviglioso  cioccolatino si sentì stranamente pervaso da una sensazione di tenera felicità, come se qualcosa affiorasse dalla sua memoria, qualcosa che aveva dimenticato da tanto tempo…

La sensazione appena provata lo mise di buonumore e prendendo la bambina per mano disse che avrebbe dovuto affidarla per la notte ad un Istituto Religioso per bambini abbandonati. La proprietaria del negozio si sentì sollevata e augurando un frettoloso Buon Natale abbassò rumorosamente la serranda.

Era una notte fredda e stellata e la piccola strinse la mano del poliziotto; lui ricambiò con un sorriso e le alzò il bavero del cappottino. I loro passi risuonavano sul selciato della strada ormai deserta e l’uomo provò tenerezza pensando che i suoi bimbi lo stavano aspettando impazienti nella piccola casa linda e calda. Sua moglie lo aveva aiutato ad ornare l’Albero di Natale ed ora il salotto era un trionfo di luci colorate. Sarebbe stato un Natale semplice, ma colmo di serenità. Arrivati alla macchina l’agente prese il radiotelefono e chiamò la Centrale spiegando l’accaduto. Senza neanche rendersene conto si ritrovò a chiedere un insolito favore al Comandante… Era la notte di Natale… la bimba era sola e doveva essere tremendo sentirsi abbandonata proprio nella notte che tutti i bambini aspettano. Lui aveva due bimbi e sapeva quanto era importante per loro la magia di quella notte.

Il Capitano farfugliò qualche scusa, ma poi tagliò corto dicendo che avrebbe pensato lui ad avvertire le Suore. Tutto sommato non sarebbe cambiato nulla per poche ore. La bimba sorrise ascoltando e gettò le braccia al collo dell’agente e durante il breve tragitto in macchina la bimba prese due cioccolatini dalla tasca del cappotto e gliene porse uno. Ecco di nuovo quella sensazione strana e dolcissima… alla sua mente si affacciò il ricordo dei giorni di Natale di quando era bambino. Si sentiva commosso e felice al tempo stesso. Non sapeva spiegarsi cosa gli stesse accadendo.

Scesero dalla macchina e mano nella mano salirono le scale di casa, ma non ebbero il tempo di bussare; i suoi bimbi lo avevano visto arrivare ed erano corsi ad aprire l’uscio. Quando la porta si spalancò, un meraviglioso profumo di dolci appena sfornati e di chissà quali altre prelibatezze, invase le loro narici e si trovarono immersi nell’allegria del piccolo salotto.

La moglie dell’agente arrivò di corsa dalla cucina per salutare il marito e rimase di stucco vedendo che stringeva la mano di una bimba. Dopo la breve spiegazione che tutti ascoltarono con attenzione e commozione presero posto a tavola e cenarono tra l’allegria generale. La bimba continuava il suo silenzio, ma nessuno sembrava farci caso perché i suoi grandi occhi neri mostravano interesse per tutto quello che accadeva intorno a lei e sembrava felice.

Stava per arrivare la mezzanotte e l’eccitazione dei bambini cresceva. All’improvviso la bimba esclamò: “Guardate lassù, sta arrivando la slitta di Babbo Natale! Urrah!” Si voltarono tutti verso di lei a bocca aperta… allora poteva parlare! Tutto accadde in pochi attimi. La bimba disse di chiamarsi Aurora e corse alla porta di casa proprio mentre si apriva. 

Babbo Natale apparve ai loro occhi in tutto il suo splendore; aveva un vestito rosso smagliante ed un’enorme barba, bianca come la neve. Salutò tutti con un sorriso e poi chiamò a sé la piccola Aurora. Sempre più sorpresi e al colmo della curiosità, nessuno riuscì più a fermare il fiume di domande che esigevano una risposta. Sembrava di vivere in una favola. Aurora si accoccolò sulle ginocchia di Babbo Natale ed iniziò a raccontare la sua storia…

Durante quel pomeriggio della Vigilia di Natale era fuggita dalla casa in cui abitava. La sua mamma era morta proprio l’anno prima, durante la notte di Natale affidando la sua creatura a Gesù, con l’ultima preghiera.

Suo padre, sempre ubriaco e senza un soldo, aveva conosciuto una donna che dopo pochissimo tempo si era trasferita a vivere nella loro casa. La donna non sopportava Aurora e la maltrattava per un nonnulla. Anche lei era sempre ubriaca e litigava con il suo nuovo compagno perché in casa non c’era mai un soldo per comprare un liquore decente.  Durante un litigio più violento degli altri il padre era scivolato a terra battendo la testa e dopo pochi giorni era morto. Ora la piccola Aurora era ancora più sola e più disperata e non aveva nessuno che la potesse aiutare. Sognava di andarsene via da quella casa che non sentiva più sua, ma provava paura perché non sapeva nulla del mondo, della vita.

Quel pomeriggio di Vigilia iniziò a piovere e lei era corsa in giardino per mettere al riparo le galline nel pollaio. Era grondante di pioggia e aveva un gran freddo. Mentre si affrettava a chiudere la porta del pollaio, una luce abbagliante le fece alzare gli occhi. Vide un giovane uomo vestito di bianco, un bianco che emanava luce. Aveva occhi bellissimi e dolci e teneva qualcosa stretto tra le mani. Aurora fece un balzo indietro tra sorpresa e paura.

Il ragazzo le disse di stare calma perché lui era l’Angelo del Natale ed era venuto per lei, perché voleva aiutarla. Desiderava restituirle la gioia e la serenità dei trascorsi Natali quando la sua mamma preparava una bellissima festa per la nascita di Gesù Bambino.

L’Angelo le porse un sacchetto pieno di cioccolatini spiegandole che avevano un potere speciale… Soltanto la persona adatta ad accoglierla nella propria famiglia avrebbe provato una sensazione del tutto particolare assaggiandoli. Ecco perché Aurora aveva sorriso all’agente… aveva capito subito che per lei stava per finire il tempo della solitudine e della sua triste esistenza.

Ecco come erano andate le cose…

La piccola Aurora si era ritrovata per la strada da sola e aveva notato la libreria dove tante volte era andata con la sua mamma per comprare libri di favole. Aveva provato un impulso irresistibile vedendo che la libreria era piena di gente allegra intenta a fare i regali. Era entrata e si era seduta per riscaldarsi un poco e per ingannare il tempo mangiava i suoi meravigliosi cioccolatini. Babbo Natale le accarezzava la testolina riccioluta e ogni tanto si asciugava una lacrima perché non sopportava l’idea che qualcuno potesse maltrattare i bambini. Aurora notò le sue lacrime e gli diede un sonoro bacio sulla guancia. Nella stanza era sceso un silenzio raccolto e commosso, ma all’improvviso i figli dell’agente la chiamarono tenendo le braccia aperte, pronti ad abbracciarla. Aurora corse da loro ridendo felice. Ora il salotto della piccola casa sembrava ancora più luminoso. Tutti abbracciarono la piccola Aurora che guardando l’Albero notò che la piccola statuina dell’Angelo del Natale era vestita di bianco…Un’illusione? Chissà… Eppure era convinta di aver visto un sorriso sulla piccola bocca di cartapesta.

©Daniela Costantini