CREDENZE POPOLARI

 

ANIMALI

La tradizione del Natale vede come interpreti anche alcuni animali.

La tortora, con il suo canto addormentò Gesù Bambino.

La lucciola, seguì i pastori fino alla stalla. Era così piccola che nessuno la vide. Solo Gesù si accorse di lei, la sfiorò con un dito e la fece diventare luminosa, per guidare i viaggiatori nelle notti d'estate.

La leggenda dice che la vigilia di Natale, nella stalla tutti gli animali si inginocchiano e niente li deve disturbare e cominciano a parlare tra di loro.

Si narra che le api mormorino un'ode al Signore, benedicendo il suo nome.

 

 

COLORI

I colori tradizionali del Natale sono il rosso, il bianco e il verde, ed ognuno ha il suo significato.

Il rosso rappresenta le mele e le ciliege che venivano appese all'Albero di Natale come simbolo del frutto proibito.

Il bianco rappresenta il perdono dal peccato.

Il verde rappresenta le foglie dei sempreverdi, simbolo di vita.

 

 

NASCITA DEL PANETTONE

Nel 1400, Milano era governata dal Duca Ludovico il Moro, molto amante delle feste e dei banchetti. Durante il cenone di Natale, mentre tutta la servitù era impegnata a servire in tavola ed il capocuoco era indaffaratissimo con i piatti di carne, a sorvegliare il forno era rimasto solo Toni, il servo più giovane, un ragazzo di dodici anni. 

“Toni, stai attento alle focacce che stanno cuocendo”, gli aveva detto Ambrogione, il capocuoco, ma il ragazzo, stanco per la fatica si addormentò.

Quando si risvegliò, al posto delle focacce trovò soltanto carbone e fumo: le focacce erano completamente bruciate! 

Fortunatamente, Toni era un ragazzo intraprendente. In un attimo decise di rimediare al disastro che aveva combinato! Prese la pasta di pane avanzata, la mescolò con burro, uvetta, canditi, uova, zucchero e mise tutto nel forno. 

Ne uscì una specie di pagnotta dolce! Piuttosto che non servire più niente, Ambrogione accettò il rischio di portare in tavola quel dolce improvvisato, sperando nella fortuna.

Il dolce ebbe un grandissimo successo, il Duca in persona andò nelle cucine a complimentarsi e da quel giorno, il “pan di Toni”, ovvero il panettone, nato per caso, divenne famoso!

 

 

IL BUE E L'ASINELLO

Sono molte le leggende che riguardano il bue e l'asinello. Vediamone alcune:

Si racconta che il bue non mangiò la paglia fresca della sua mangiatoia così che Maria la utilizzasse come culla per il suo bambino.

I due animali scaldarono con il loro fiato Gesù Bambino, ecco perché si dice che il bue ha l'alito più dolce tra tutti gli animali. 

 

 

PASTORI E PECORELLE

I primi ad accorrere alla nascita di Gesù furono dei pastori, chiamati dall'annuncio degli angeli in cielo.

Offrirono la lana delle loro pecore affinché Maria potesse realizzare una coperta per il Bambino Gesù.

Il più giovane di tutti però non aveva niente da offrire e donò una margheritina. Gesù Bambino toccò con le labbra i petali di questo semplice fiore: ecco perchè spesso la punta dei petali è rosa.

Nella tradizione del Presepe napoletano molti personaggi si aggiungono alle statuine tradizionali dei pastori. Vediamo le più importanti:

Importante è la figura di Benino, un pastorello dormiente che viene posto in cima alla collina più alta. E' circondato da 12 pecorelle bianchissime, che simboleggiano le anime pure. Benino dorme e sogna il Presepe con i suoi particolari scenografici. Fin tanto che Benino sogna, il Presepe ci sarà, ma guai a svegliarlo, o il Presepe sparirà.

 

 

CAPODANNO

Il Capodanno è tradizionalmente considerato il giorno di transizione, il giorno che sarà il modello per i 364 giorni restanti dell'anno.

Sono abitudini che si tramandano da anni e anche se non si è superstiziosi perché non provarci... Fortuna e prosperità per il nuovo anno...

 

 

LE LENTICCHIE

Prime tra tutte le lenticchie che simboleggiano l’abbondanza e il denaro. Ogni lenticchia è, infatti, la rappresentazione di una moneta e quindi più ne mangeremo e più soldi avremo. Anche lo zampone e il cotechino sono diventati simbolo dell’abbondanza. Mangiare queste due pietanze a capodanno promette un anno ricco e fortunato. Anche chiudere la cena con uva e frutta secca è garanzia di un anno prospero: "chi mangia l'uva per Capodanno -recita un antico proverbio- conta i quattrini tutto l'anno".

 

 

IL VISCHIO

Sempre nella notte di capodanno si usa appendere del vischio sulle porte di casa per per allontanare gli spiriti maligni da casa, e se gli spiriti sono già dentro non c'è da preoccuparsi, basterà arieggiare una stanza buia poco prima dello scoccare del nuovo anno. Contemporaneamente però si devono aprire le finestre anche in una stanza illuminata per accogliere nelle mura domestiche gli spiriti del bene.

 

 

I SOLDI

Se si trascorre la notte di Capodanno fuori casa non uscite mai con le tasche senza averle riempite di monete: soltanto così si moltiplicheranno nell’anno nuovo! Se qualcuno poi dovesse chiedervi un prestito in questo giorno, non negateglielo perché i soldi prestati torneranno centuplicati.

 

 

LA SCARPA DELLA PROMESSA SPOSA

La leggenda vuole che ogni promessa sposa la notte di Capodanno lanci una delle sue scarpe dietro di lei. Se la scarpa cadrà con la punta rivolta verso la porta, la ragazza si sposerà entro l'anno.

Di indiretta matrice religiosa è, per esempio, il divieto di mangiare le mele il giorno di Natale, perché ricorderebbero il pomo della discordia.

 

 

LE POSATE

Oppure, il ritenere che portino male le posate incrociate sul piatto, in quanto sembrano rievocare la crocifissione di Gesù.

 

 

IL NUMERO DEI COMMENSALI

O ancora, che sia maleaugurante il sedere a tavola in 13, perché ricorderebbe l’ultima cena di Gesù con gli Apostoli.

 

 

PORTA FORTUNA...

Porta fortuna incontrare una persona di sesso opposto la mattina di Capodanno

Porta fortuna gettare oggetti vecchi dalla finestra per liberarsi di preoccupazioni e affanni, e per auspicarsi fortuna