Ti prego, Signore Dio: l’angelo che tu hai mandato venga di nuovo 

e ci insegni come accogliere questo Bambino, che nascerà per noi. 

 

(Salmello dopo la IV lettura, I vesperi ambrosiani di Natale; cfr. Gdc 13,8) 

 

 

 

1 dicembre     Salmo per l'Avvento (S. Francesco d'Assisi)

Fino a quando, Signore, di me ti scorderai? Fino a quando nasconderai a me il tuo volto? Fino a quando si tormenterà nell'affanno l'anima mia e il mio cuore si consumerà nella sofferenza? Fino a quando il nemico trionferà su di me? Guarda a me, Signore, mio Dio, presta attenzione alla mia preghiera. Apri i miei occhi alla tua luce, perché io non cada nelle tenebre della morte e il nemico non possa dire: ho vinto contro di lui. Se il mio passo è incerto, se ne rallegra colui che mi vuole sopraffare, ma io ho fiducia nel tuo appoggio. Esulterà il mio cuore quando mi darai salvezza; canterò a te, Signore, per le grazie che mi hai fatto e inneggerò al nome del Signore Altissimo.

 

2 dicembre     MIA DOLCISSIMA SIGNORA (Lanspergio, certosino)

Mia dolcissima Signora, ti supplico di fare con me un felicissimo scambio di cuori. Prendi il mio pessimo cuore e fanne ciò che vuoi: al suo posto donami il tuo Cuore verginale, santo, perfetto, colmo di ogni grazia e virtù ed eternamente benedetto.

3 dicembre     Il Cantico delle Creature (S.Francesco  d'Assisi)

Altissimu, onnipotente, bon Signore, tue so' le laude, la gloria e l'honore et onne benedictione. Ad te solo, Altissimo, se konfano, et nullu homo ène dignu te mentovare. Laudato sie, mi' Signore, cum tucte le tue creature, spetialmente messor lo frate sole, lo qual'è iorno, et allumini noi per lui. Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore: de te, Altissimo, porta significatione. Laudato si', mi' Signore, per sora luna e le stelle: in celu l'ài formate clarite et pretiose et belle. Laudato si', mi' Signore, per frate vento et per aere et nubilo et sereno et onne tempo, per lo quale a le tue creature dài sustentamento. Laudato si', mi' Signore, per sor'aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta. Laudato si', mi' Signore, per frate focu, per lo quale ennallumini la nocte: ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte. Laudato si', mi' Signore, per sora nostra matre terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba. Laudato si', mi' Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore et sostengo infirmitate et tribulatione. Beati quelli ke 'l sosterrano in pace, ka da te, Altissimo, sirano incoronati. Laudato si', mi' Signore, per sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente pò skappare: guai a·cquelli ke morrano ne le peccata mortali; beati quelli ke trovarà ne le tue sanctissime voluntati, ka la morte secunda no 'l farrà male. Laudate e benedicete mi' Signore et rengratiate e serviateli cum grande humilitate.

   

4 dicembre    PADRE MI ABBANDONO A TE (Charles de Foucauld)

Padre mio, mi abbandono a Te, fa' di me ciò che ti piace. Qualsiasi cosa tu faccia di me, ti ringrazio. Sono pronto a tutto, accetto tutto, purché la tua volontà si compia in me, e in tutte le tue creature: non desidero nient'altro, mio Dio. Rimetto l'anima mia nelle tue mani, te la dono, mio Dio.  

 

5 dicembre     PER I FIGLI CHE CRESCONO (G. Michonneau)

Signore benedici i figli che ci hai dato. Tu conosci i pericoli che li attendono, le tentazioni che li minacciano. Noi te li affidiamo, perché Tu li preservi. Insegnaci ad aprire i loro occhi a tutto ciò che è bello, il loro animo a tutto ciò che è vero, il loro cuore a tutto ciò che è bene. Quando non saremo più accanto a loro per aiutarli, per assisterli con le nostre cure e i nostri consigli, per circondarli del nostro amore, resta con loro e custodiscili sui sentieri della vita. Meglio di noi veglia su di loro e prendili, perché sono Tuoi.

     

6 dicembre     dammi la mano (John Henry Newman)

Guidami, luce amabile, tra l’oscurità che mi avvolge. Guidami innanzi, oscura è la notte, lontano sono da casa. Dove mi condurrai? Non te lo chiedo, o Signore! So che la tua potenza m’ha conservato al sicuro da tanto tempo, e so che ora mi condurrai ancora, sia pure attraverso rocce e precipizi, sia pure attraverso montagne e deserti sino a quando sarà finita la notte. Non è sempre stato così: non ho sempre pregato perché tu mi guidassi! Ho amato scegliere da me il sentiero, ma ora tu guidami!

   

7 dicembre     Preghiera al Crocifisso (San Francesco d’Assisi)

O alto e glorioso Dio Illumina le tenebre del cuore mio. Dammi una fede retta, speranza certa, carità perfetta, umiltà profonda. Dammi, o Signore, senno e discernimento per compiere la tua vera e santa volontà. Amen.

 

8 dicembre     Il tagliapietre (Anthony de Mello - La preghiera della rana)

C'era una volta un tagliapietre, il quale si recava ogni giorno sulla montagna a scavare la roccia. Mentre lavorava, cantava, poiché anche se era povero, non desiderava nulla di più di quello che aveva e perciò non aveva alcuna preoccupazione al mondo. Un giorno fu chiamato a lavorare nel palazzo di un nobile signore. Quando vide la magnificenza di quella dimora, per la prima volta in vita sua provò la sofferenza del desiderio e sospirò: - Se solo fossi ricco! Non avrei bisogno di guadagnarmi da vivere con il sudore della fronte come faccio ora -. Quale non fu la sua sorpresa quando udì una voce che diceva: - Il tuo desiderio è stato esaudito. D'ora in poi ti sarà concesso tutto ciò che vorrai - Non sapeva che pensare. Queste parole gli apparvero incomprensibili finché quella sera fece ritorno alla sua capanna e al suo posto trovò un palazzo splendido come quello in cui aveva lavorato. Smise allora di fare il tagliapietre e visse nella ricchezza. Un giorno, in un pomeriggio caldo e umido, diede uno sguardo fuori dalla finestra e vide passare il re seguito da un lungo corteo di nobili e di schiavi. Pensò: - Come mi piacerebbe essere un re e stare seduto al fresco dentro il cocchio reale! -. Il suo desiderio fu subito esaudito ed egli si ritrovò sdraiato nella lussuosa carrozza. Scoprì però che là dentro faceva più caldo di quanto pensasse, allora guardò fuori dal finestrino e cominciò a meravigliarsi della potenza del sole che con il suo calore riusciva a penetrare persino attraverso le spesse pareti del cocchio. - Vorrei essere il sole -, disse fra sé a sé. Il suo desiderio fu ancora una volta esaudito ed egli divenne una fonte di calore che si diffondeva in tutto l'universo. Per un po' tutto andò bene. Poi, un giorno di pioggia, egli cercò di passare attraverso un fitto banco di nuvole senza riuscirvi. Allora chiese di essere tramutato in nuvola e si vantò del suo potere di oscurare il sole, finché divenne pioggia e, con sua grande rabbia, trovò una roccia assai solida che gli sbarrò il cammino e lo costrinse a scorrerle introno. - Cosa? - gridò. - Un semplice sasso è più potente di me? Allora io voglio essere una roccia -. E subito eccolo lassù in alto, in cima alla montagna. Non aveva però ancora avuto il tempo di pavoneggiarsi, quando udì uno strano rumore come di scalpello che proveniva dal basso. Guardò giù e scorse con sgomento un minuscolo essere umano che stava seduto lì sotto a tagliare pezzi di sasso. - Cosa? - gridò. - Una misera creatura del genere è più potente di me? Voglio diventare un uomo! - Così fu di nuovo uno scalpellino che lavorava sulla montagna a tagliare pietre guadagnandosi da vivere con il sudore della fronte, ma con la voglia di cantare nell'anima, perché era contento di essere ciò che era e di vivere con quello che aveva.

 

9 dicembre     Rifugio nella brughiera  (dal salmo 55)

Timore e spavento mi invadono, chi mi darà ali di colomba per volare e trovare riposo? Ecco, errando fuggirei lontano, abiterei nel deserto, riposerei in un luogo di riparo dalla furia del vento e dell’uragano. Getta nel Signore il tuo affanno ed Egli ti darà sostegno, mai permetterà che il giusto vacilli.

   

10 dicembre   Se il giorno è finito (Rabindranath Tagore)

Se il giorno è finito, se gli uccelli non cantano più, se il vento ormai stanco è cessato, stendi su di me il velo dell'oscurità più fitta come hai avvolto la terra nella coltre del sonno e al tramonto teneramente hai chiuso i petali  dei fiori appassiti del loto. Prima che il suo viaggio finisca libera dalla vergogna e dalla povertà il viandante che ha la bisaccia vuota, le vesti lacere e polverose e ogni energia esaurita. Rinnova la sua vita come un fiore sotto il mantello della tua dolce notte.

   

11 dicembre   QUANDO SI FECE UOMO (Chiara Lubich)

Quando il Verbo di Dio si fece uomo, si adattò senz'altro al modo di vivere del mondo e fu bambino e figlio, e uomo e lavoratore, ma vi portò il modo di vivere della sua patria celeste e volle che uomini e cose si ricomponessero in un ordine nuovo, secondo la legge del Cielo: l'amore.

    

12 dicembre   Preghiera bella (Anonimo)

O Signore, sostienici per tutto il giorno finché le ombre si allungheranno e scenderà la sera. Il mondo indaffarato tacerà, il fervore della vita sarà concluso, il nostro lavoro compiuto. Allora nella tua misericordia concedici una dimora sicura, un beato riposo ed infine la pace. Amen.

   

13 dicembre   DAMMI CORAGGIO (Rabindranath Tagore)

Ti prego: non togliermi i pericoli, ma aiutami ed affrontarli. Non calmare le mie pene, ma aiutami a superarle. Non darmi alleati nella lotta della vita…. eccetto la forza che mi proviene da te. Non donarmi salvezza nella paura, ma pazienza per conquistare la mia libertà. Concedimi di non essere un vigliacco usurpando la tua grazia nel successo; ma non mi manchi la stretta della tua mano nel mio fallimento.  

    

14 dicembre   SE CRISTO DOMANI… (Raoul Follerau)

Se Cristo domani, busserà alla tua porta, Lo riconoscerai? Sarà come una volta, un uomo povero, certamente un uomo solo. Se Cristo domani, busserà alla tua porta, Lo riconoscerai? Avrà l'aspetto abbattuto, spossato, annientato com'è perché deve portare tutte le pene dalla terra… Se Cristo domani, busserà alla tua porta, Lo riconoscerai? Allora se ne andrà, più abbattuto, più annientato, con la Pace nelle sua mani nude.

   

15 dicembre    Sulla preghiera (Kahlil Gibran)

Allora una sacerdotessa disse: Parlaci della Preghiera.

E lui rispose dicendo: Voi pregate nell'angoscia e nel bisogno, ma dovreste pregare anche nella pienezza della gioia e nei giorni dell'abbondanza. Perché non è forse la preghiera l'espansione di voi stessi nell'etere vivente? Se riversare la vostra notte nello spazio vi conforta, è gioia anche esprimere l'alba del vostro cuore. E se non potete fare a meno di piangere quando l'anima vi chiama alla preghiera, essa dovrebbe spingervi sempre e ancora al sorriso. Pregando vi innalzate sino a incontrare nell'aria coloro che pregano nello stesso istante, e non potete incontrarli che nella preghiera. Perciò la visita a questo tempio invisibile non sia altro che estasi e dolce comunione. Giacché se entrate nel tempio soltanto per chiedere, voi non avrete. E se entrate per umiliarvi, non sarete innalzati. O se entrate a supplicare per il bene altrui, non sarete ascoltati. Entrare nel tempio invisibile è sufficiente. Con la parola io non posso insegnarvi a pregare. Dio non ascolta le vostre parole, se non le pronuncia egli stesso attraverso le vostre labbra. E io non posso insegnarvi la preghiera dei monti, dei mari e delle foreste. Ma voi, nati dalle foreste, dai monti e dai mari, potete scoprire le loro preghiere nel vostro cuore, e se solo tendete l'orecchio nella quiete della notte, udrete nel silenzio: "Dio nostro, ala di noi stessi, noi vogliamo secondo la tua volontà. Desideriamo secondo il tuo desiderio. Il tuo impero trasforma le nostre notti, che sono le tue notti, in giorni che sono i tuoi giorni. Nulla possiamo chiederti, perché tu conosci i nostri bisogni prima ancora che nascano in noi. Tu sei il nostro bisogno, e nel donarci più di te stesso, tutto ci doni".

 

16 dicembre   ALLA TUA FONTE (Sant' Agostino)

Io ritorno, assetato e anelante, alla tua fonte. Nessuno me lo impedisca; a questa berrò e avrò la vita. Perché non sono io la vita di me stesso. Sono vissuto male e da me fui capace solo di darmi la morte. Ma ora in te io rivivo. Parlami tu, sei tu il mio Maestro.

   

17 dicembre   CANTO BRASILIANO

 

Dio solo può dare la fede,

tu, però, puoi dare la tua testimonianza.

Dio solo può dare la speranza,

tu, però, puoi infondere fiducia nei tuoi fratelli.

Dio solo può dare l'amore,

tu, però, puoi insegnare all'altro ad amare.

Dio solo può dare la pace,

tu, però, puoi seminare l'unione.

Dio solo può dare la forza,

tu, però, puoi dare sostegno a uno scoraggiato.

Dio solo è la via,

tu, però, puoi indicarla agli altri.

Dio solo è la luce,

tu, però, puoi farla brillare agli occhi di tutti.

Dio solo è la vita,

tu, però, puoi far rinascere negli altri

il desiderio di vivere.

Dio solo può fare ciò che appare impossibile,

tu, però, potrai fare il possibile.

Dio solo basta a se stesso,

Egli, però, preferisce contare su di te.

  

18 dicembre   RAGGI DELL'AMORE DI DIO (Madre Teresa di Calcutta)

Aiutami a diffondere dovunque Il tuo profumo, o Gesù. Dovunque io vada. Inonda la mia anima del tuo Spirito e della tua vita. Diventa padrone del mio essere in modo così completo che tutta la mia vita sia un'irradiazione della tua. Perché ogni anima che avvicino possa sentire la tua presenza dentro di me. Perché guardandomi non veda me, ma te in me. Resta in me. Così splenderò del tuo stesso splendore E potrò essere luce agli altri.

         

19 dicembre   Quando finisce la notte (da "il canto del grillo" di Bruno Ferrero)

Un vecchio rabbino domandò una volta ai suoi allievi da che cosa si potesse riconoscere il momento preciso in cui finiva la notte e cominciava il giorno. «Forse da quando si può distinguere con facilità un cane da una pecora? » «No», disse il rabbino «Quando si distingue un albero di datteri da un albero di fichi?» «No», ripeté il rabbino «Ma quand’è, allora?», domandarono gli allievi. Il rabbino rispose: «E’ quando guardando il volto di una persona qualunque, tu riconosci un fratello o una sorella. Fino a quel punto, è ancora notte nel tuo cuore».

 

 20 dicembre   INSEGNAMI L'AMORE (Madre Teresa di Calcutta)

Signore, insegnami a non parlare come un bronzo risonante o un cembalo squillante, ma con amore. Rendimi capace di comprendere e dammi la fede che muove le montagne, ma con l'amore. Insegnami quell'amore che è sempre paziente e sempre gentile; mai geloso, presuntuoso, egoista o permaloso; l'amore che prova gioia nella verità, sempre pronto a perdonare, a credere, a sperare e a sopportare. Infine, quando tutte le cose finite si dissolveranno e tutto sarà chiaro, che io possa essere stato il debole ma costante riflesso del tuo amore perfetto.

      

 21 dicembre  PREGHIERA SEMPLICE (San Francesco d'Assisi)

 Signore, fa' di me uno strumento della tua pace. Dove c'è odio, che io porti l'amore. Dove c'è discordia, io porti l'unione. Dove c'è errore, io porti la verità. Dove c'è dubbio, io porti la fede. Dove c'è disperazione, io porti la speranza. O Divino Maestro, che io non cerchi tanto di essere consolato quanto di consolare. Non di essere compreso quanto di comprendere. Non di essere amato, quanto di amare. Infatti: donando si riceve. Dimenticandosi si trova comprensione. Perdonando si è perdonati. Morendo si resuscita alla vera Vita.

   

22 dicembre   APRI I NOSTRI OCCHI (Madre Teresa di Calcutta)

Apri i nostri occhi, Signore, perché possiamo vedere te nei nostri fratelli e sorelle. Apri le nostre orecchie, Signore, perché possiamo udire le invocazioni di chi ha fame, freddo, paura, e di chi è oppresso. Apri il nostro cuore, Signore, perché impariamo ad amarci gli uni gli altri come tu ci ami. Donaci di nuovo il tuo Spirito, Signore, perché diventiamo un cuor solo ed un'anima sola, nel tuo nome. Amen.

     

23 dicembre   La provvidenza (Paolo VI)

Ricordati, o Padre, che sono tua creatura, ricordati che tu mi hai suscitato alla vita. Io non ero e tu mi hai pensato; e tu mi hai chiamato dal nulla e mi hai fatto questo dono di rispondere: io sono. Tu hai guidato con segreta provvidenza la via della mia esistenza. Tu hai disposto le tappe dei mio cammino. Da lontano mi hai chiamato perché io ti rispondessi vicino. Ed ecco sono, creatura delle tue mani, argilla deforme e immagine del tuo volto. Ricomponi in me le tue sembianze, o Signore, non giudicarmi se io le ho obliate. Io sono fragile nelle tue mani potenti, la mia infermità è indice del tuo dominio, ma le tue mani sono pietose, sono pietose anche quando ci opprimono, le tue mani sorreggono e sostengono, le tue mani puniscono e vivificano. Io abbandonerò ad esse la mia vita, il dono che tu mi hai fatto, io ti confiderò; dove niente si perde, perderò l’essere mio, in te, o Padre, mio principio e mia fine.

     

24 dicembre   Salmo per il Natale (S. Francesco D’Assisi)

Acclamate a Dio, nostro aiuto, cantate al Signore, Dio vivo e vero, con inni di esultanza. Poiché colui che è il Signore, l'eccelso, il terribile, il Re grande, è sceso sulla terra, ha inviato il Figlio suo diletto dall'alto del cielo, e nacque dalla beata vergine Maria. Egli ha invocato: "O Dio, tu sei mio Padre!" ed è stato esaltato come il Primogenito, il più grande fra i re della terra. In questo giorno il Signore ha mandato la sua misericordia e la notte echeggia a lui di canti. Questo è il giorno che ha fatto il Signore: esultiamo in esso e rallegriamoci. Il santissimo, diletto Bambino, ci è stato donato, è nato per noi lungo la via e deposto in una mangiatoia, perché nelle case non c'era posto per lui. Gloria al Signore nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volta! Si rallegrino i cieli, esulti la terra, si commuova la distesa immensa dei mari, godano i campi e quanto è in essi racchiuso. Cantate un inno mai prima udito, canti al Signore tutta la terra. Poiché grande è il Signore e degno di ogni lode, potente più di ogni altro dio. Date gloria e onore, uomini di tutte le nazioni, date al Signore la lode dovuta al suo nome. Offrite a lui la vostra vita, portate la sua santa croce, adempite sino alla fine la sua santa volontà.